• Centro per la Persona e la Famiglia

COLTIVARE E MANTENERE RELAZIONI SIGNIFICATIVE E' UN'OTTIMA STRATEGIA CONTRO L'INVECCHIAMENTO

Costruire legami è fondamentale per la nostra salute psico-fisica perché siamo, per natura, esseri sociali e vivere a contatto con gli altri ci fa stare bene.



Le relazioni sociali costituiscono una parte importante della vita di ognuno di noi. Costruire legami è fondamentale per la nostra salute psico-fisica perché siamo, per natura, esseri sociali e vivere a contatto con gli altri ci fa stare bene.

Anche per le persone anziane le relazioni costituiscono un contributo significativo al proprio benessere. Coltivare relazioni sociali anche in età adulta e nella terza età può giocare un ruolo importante nella prevenzione di condizioni degenerative come la demenza senile o l’Alzheimer.

Gran parte degli anziani, infatti, si trova in condizione di isolamento sociale, una condizione che implica una serie di fattori di rischio che, associati al naturale processo di invecchiamento, possono aggravare la situazione e meritano, quindi una particolare attenzione.

La solitudine dell’anziano viene spesso considerata quasi fisiologica quando l’età avanza, ci sono dati di realtà che non vanno tralasciati, quali ad esempio: la diminuzione dei contatti sociali, le opportunità di conoscere nuove persone si dimezzano notevolmente e la routine quotidiana si modifica (si hanno meno energie, si preferisce passare il proprio tempo in casa ecc..).

Seppure questo sia un dato oggettivo non si può non sottolineare l’esistenza di fattori protettivi che giocano sicuramente un ruolo molto positivo nel processo di invecchiamento.

Le relazioni costituiscono un fattore di primaria importanza per la qualità di vita dell’individuo, a qualsiasi età, e contribuiscono in misura fortemente significativa al mantenimento della propria identità, del proprio benessere, rispondendo a bisogni primari quali il bisogno di affiliazione, di condivisione e di senso di appartenenza.


Si sono susseguiti numerosi studi che negli ultimi decenni hanno concentrato la loro attenzione

su quest’aspetto, confermando l’esistenza di una possibile associazione tra isolamento sociale e salute, in particolar modo per quanto riguarda i processi di “invecchiamento cognitivo”.

Solitudine e isolamento sociale sono risultati essere connessi ad un maggior ricorso e ad una maggiore durata delle ospedalizzazioni e istituzionalizzazioni, comportando, nella maggior parte dei casi, stati depressivi più o meno gravi.

Concludendo, l’assenza di relazioni sociali sarebbe per l’anziano un fattore di rischio paragonabile ad abitudini alimentari scorrette, consumo di alcol e fumo di sigaretta o ritmi di vita non consoni all’età.

Uno dei più grandi e importanti fattori di rischio è, senza dubbio, la perdita del coniuge.

Molti anziani a seguito del lutto presentano un forte declino cognitivo, si chiudono in se stessi, sembrano non avere più interesse per tutto ciò che prima erano soliti fare.


Come possiamo aiutare i nostri cari a mantenersi attivi socializzando?

  • Invogliamoli a fare passeggiate per mantenere il contatto con il mondo esterno

  • Suggeriamo di frequentare luoghi abituali e conosciuti che consentano di intrattenere rapporti con vicini di casa e coetanei

  • Se impossibilitati a muoversi, proponiamo di telefonare abitualmente ad amici e parenti e imparare ad usare dispositivi quali computer e cellulare che aiutano a coltivare questi rapporti più facilmente

  • Consigliamo di continuare a coltivare i propri hobby e le proprie passioni, informandosi magari sulle attività previste nella zona in cui viviamo: circoli di socializzazione, corsi per la terza età e iniziative di vario genere possono diventare occasione per incontrare persone nuove

  • Quando la situazione lo rende necessario affidarsi a persone competenti che possano fare compagnia all’anziano anche solo durante la giornata e che gli consentano di mantenere attive le proprie competenze relazionali e sociali.




Dott.ssa Michela Gaudenzi

Psicologa

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