• Centro per la Persona e la Famiglia

I GRUPPI DI PSICOMOTRICITÀ

Che cos’è la psicomotricità educativa-preventiva e perché è importante per lo sviluppo del bambino?


La psicomotricità di tipo educativo-preventivo è un’attività che si svolge in gruppo e che utilizza il gioco spontaneo del bambino per accompagnarlo nel suo percorso di crescita, rinforzando lo sviluppo motorio, cognitivo, comunicativo e relazionale.

Il gruppo di psicomotricità è un momento importante per il bambino, in quanto si basa sul gioco e sul piacere al movimento, permettendo al bambino di sperimentare e di esprimersi liberamente in un contesto sicuro e ricco di stimoli, trasformando la realtà che lo circonda. Inoltre, il bambino durante questi momenti di gioco in piccolo gruppo, racconta qualcosa di sé e costruisce dinamiche relazionali con i suoi pari, dinamiche che sono in continua modifica, rinforzando lo sviluppo comunicativo-relazionale.

Un incontro di psicomotricità educativa-preventiva generalmente dura 45 minuti e prevede diversi momenti:

  • Il momento del saluto iniziale in cui si accolgono i bambini, ci si saluta e si ripetono le regole;

  • Attività senso-motoria, momento che avviene nello spazio morbido della stanza: si tratta di un angolo della stanza in cui sono presenti cubotti morbidi di varie forme e dimensioni, tappetini, materassini, cerchi, corde, palloni, teli che ogni bambino è libero di prendere e di usare per sperimentare competenze di tipo motorio come salti, cadute, corse, percorsi creati da loro; in questa fase i bambini conoscono le caratteristiche dei diversi materiali e le sperimentano. Ad esempio, prendono consapevolezza che un cerchio è rotondo, liscio, è bucato al centro, può avere diversi colori, può rotolare…; queste caratteristiche verranno usate per ideare il gioco simbolico.

  • Gioco simbolico: durante il gioco senso-motorio, dopo aver sperimentato i diversi materiali, i bambini iniziano un gioco simbolico utilizzando le competenze apprese e la loro immaginazione. È così che nascono giochi con navicelle spaziali, cantieri in cui si costruiscono case e si aggiustano strade, canne da pesca, cavalli, salvagenti, arrampicate in montagna. I bambini avendo appreso precedentemente le potenzialità dei diversi oggetti e materiali, trasformano il cerchio in un salvagente, il telo in una coperta, un mostro, un bastone e una corda diventano una canna da pesca etc…

  • Momento di rappresentazione: quando si avvicina il termine dell’incontro, lo neuropsicomotricista accompagna tramite verbalizzazioni i bambini verso il termine del gioco e propone un’attività di tipo rappresentativo (attività grafica, manipolazione con didò, costruzioni).

  • Momento di saluto finale: a turno i bambini dicono se si sono divertiti e qual è stato il gioco che gli è piaciuto di più, si saluta.

La psicomotricità è un’attività educativo-preventiva che può essere praticata da tutti i bambini, fin dall’età prescolare, proprio perché il bambino a quell’età utilizza il gioco e il movimento per conoscere ed esplorare il mondo ed è importante che questo venga supportato.


Il gruppo di psicomotricità può essere condotto da uno psicomotricista o dal neuropsicomotricista. Questa figura svolge una funzione di supporto e sostegno, riconosce e accoglie i bisogni del bambino promuovendo uno sviluppo neuropsicomotorio armonico. Interviene nel momento in cui si instaurano delle dinamiche conflittuali o condotte da modificare, cercando di mediare lo scontro e offrendo soluzioni efficaci; si inserisce nel gioco se il bambino lo richiede, accogliendo i suoi bisogni. Con il suo sguardo da osservatore, individua eventuali difficoltà, potenzialità, possibilità e interviene per promuovere uno sviluppo armonico delle diverse competenze.


Erika Aurelio

Neuropsicomotricista

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