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IMPATTO PSICOLOGICO DEL COVID 19: STRATEGIE DI FRONTEGGIAMENTO PER RECUPERARE UN EQUILIBRIO

L’emergenza Covid 19 ha comportato una rivoluzione nella nostra quotidianità: dal lavoro, alla scuola passando per la socialità che ha subito sostanziali modifiche.


L’emergenza Covid 19 ha comportato una rivoluzione nella nostra quotidianità: dal lavoro, alla scuola passando per la socialità che ha subito sostanziali modifiche. Diversi sono gli effetti già riconoscibili sull’interazione sociale e sui legami provati dalla necessità di isolarci e stare a distanza gli uni dagli altri.

Si ha il desiderio di contatto, ma anche il timore di un possibile contagio e questo lascerà un segno sull’intera comunità. La solitudine e la paura che nulla torni allo stato pregresso, l’angoscia del venir meno di una sicurezza economica, il timore che i nostri cari possano ancora subire la peggiore delle manifestazioni del virus hanno creato una condizione di fatica, di stress psicologico continuo nella quale ci si sente destabilizzati e si ha un crollo delle certezze: tale condizione viene definita Pandemic Fatigue.

Quando un grave evento colpisce la collettività si viene a creare una condizione di elevata emotività che riguarda l'individuo e la comunità. L’evento critico stesso può causare reazioni emotive particolarmente intense, tali da poter interferire con le capacità di funzionare sia durante l’esposizione che in seguito, per tempi diversi e individuali.

Il Coronavirus può aver lasciato segni a lungo termine nella psiche di ognuno di noi: il livello di ansia è correlato alla quantità di stress subito da un individuo e dalla sua struttura di personalità che nel corso degli anni e tramite le esperienze si è organizzata.

Dall’inizio della situazione pandemica ad oggi gli esperti hanno potuto osservare diverse fasi, alcune delle quali possono essere:

- Fase di shock (ad esempio senso di estraneità, di irrealtà, di non essere se stessi, di non sentire il proprio corpo, di confusione, di disorientamento spaziale o temporale). Lo shock fa parte della fisiologica reazione acuta allo stress ed è un meccanismo che aiuta a mantenere un certo distacco dall'evento, necessario ad attutirne l'impatto e magari a far fronte alle necessità del primo periodo.

- Fase dell’impatto emotivo: si possono provare una vasta gamma di emozioni quali rabbia, paura, confusione tristezza. Possono anche svilupparsi reazioni somatiche come disturbi fisici (disturbi gastro intestinali, emicrania ecc.), unitamente alla difficoltà a recuperare uno stato di calma.

La paura, ad esempio, è una risposta automatica alla percezione del pericolo e non un segno di debolezza. La paura può essere utilizzata per avere prudenza, aumentare l’allerta e mobilitare una grande forza.

- Fase del fronteggiamento: ci si comincia a interrogare su quanto è successo, a cercare delle spiegazioni, ricorrendo a tutte le proprie risorse (“Perché è successo? Cosa posso fare?”) .


Alcune tra le reazioni più comuni che possono durare per un periodo di alcuni giorni, alcune settimane o anche per un periodo più lungo e che hanno un impatto negativo sulla qualità della vita sono:

- Intrusività: immagini ricorrenti, memorie involontarie e intrusive (flashback).

- Evitamento: tentativo vano di evitare pensieri o sentimenti correlati. Impossibilità ad avvicinare ciò che rimanda all’evento.

- Umore depresso e/o pensieri persistenti e negativi. Credenze e aspettative negative su di sé o sul mondo (per esempio iniziare ad avere pensieri negativi su di sé e/o sul mondo, "il mondo è totalmente pericoloso").

- Difficoltà nel dormire e/o difficoltà nell’alimentazione: fatica ad addormentarsi, risvegli e incubi frequenti oppure ipersonnia, in altre parole dormire molte più ore. Alimentarsi in modo sregolato.

- Interesse marcatamente diminuito per attività piacevoli.

Vi sono marcate differenze individuali nella comparsa, nella durata e nell’intensità di queste reazioni.


COSA SI PUO’ FARE?

E’ importante saper riconoscere le proprie reazioni emotive e le difficoltà che si possono avere. Ognuno di noi sa riconoscere quando non si sta bene.

Non negare i propri sentimenti ma ricordarsi che è normale e tutti possono avere delle reazioni emotive a causa di un evento così inaspettato e tragico.

Parlare degli eventi critici aiutandosi a scaricare la tensione emotiva.

Rispettare le reazioni emotive degli altri, anche quando sono completamente differenti e poco comprensibili per il proprio punto di vista.

Cercare di mantenere i contatti, anche con canali virtuali, con persone della vita e ripristinare una routine quotidiana in qualche modo prevedibile.


BREVI PRATICHE PER POTENZIARE LA NOSTRA RESILIENZA

La resilienza è la capacità che hanno gli individui di gestire lo stress; un processo dinamico dove le persone mostrano un adattamento comportamentale positivo quando si trovano a dover fronteggiare un’avversità significativa o un trauma.

I momenti di crisi possono smuovere l’incredibile forza dell’istinto di sopravvivenza. In circostanze stressanti la nostra risposta può derivare da un atteggiamento di forza o di controllo di questa forza, dalla lucidità e da un aumentato senso di allerta – le risorse di sopravvivenza.

Pratica 1: Esercizi di respirazione. Fate un bel respiro lungo ed espirate lentamente. Sentite tutta la vostra tensione o anche una sola preoccupazione, lasciatela andare via da voi con l’espirazione. Seguite il ritmo del respiro avvertendo un aumento del senso di calma.

Pratica 2: Pensate ad una cosa che avete fatto che ha aiutato qualcun altro, pensate ad un risultato che vi ha reso orgogliosi, a un momento in cui avete fatto sorridere qualcuno o vi siete sentiti legati a lui/lei. Questo ricordo aumenterà la sensazione di ottimismo.

Pratica 3: Guardando la natura fatevi contaminare dalla sua bellezza. Respirate, meditate godendo delle meraviglie che ci circondano.

Importante è riappropriarsi il più possibile della propria vita prendendosi il tempo per praticare attività per noi piacevoli che hanno lo scopo di ricaricare le energie: leggere, stare con i propri cari, fare giardinaggio, fare attività sportiva, cucinare ovvero qualsiasi attività che aiuti a staccare la spina.


L’esperienza Covid ha toccato in modo più o meno profondo ognuno di noi, soprattutto coloro che stanno affrontando un lutto a causa del virus, facilmente avranno perso un equilibrio, che va assolutamente ripristinato per contenere il disagio che permea le giornate. Avvicinarsi ed intraprendere un percorso con uno psicoterapeuta che conosce gli aspetti della Psicologia dell’emergenza, faciliterà l’accettazione e il conseguente recupero di uno stato di benessere psico-emotivo.


Dott.ssa Elisabetta Oltolini

Psicologa e Psicoterapeuta

Terapeuta EMDR

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