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RAPPORTI DIFFICILI CON I FIGLI COME MIGLIORARLI PER VIVERE PIU’ SERENI

In qualità di genitori ci chiediamo spesso come migliorare il rapporto con i figli. Certo non esiste una soluzione univoca, quella con i figli è una relazione che si coltiva giorno dopo giorno, ma alcune prassi possono aiutare l’esercizio quotidiano della genitorialità.


Essere genitori è una grande sfida, significa accompagnare un altro essere umano dalla nascita fino all’età adulta, è un viaggio pieno di gioie, risate e soddisfazioni durante il quale si incontrano spesso anche momenti di stanchezza e frustrazione.

I rapporti con i figli possono diventare difficili nelle situazioni di crisi. Momenti di profonda incertezza, come quello che stiamo ancora attraversando, hanno messo i genitori di fronte a nuove e diverse difficoltà: la mancanza o la riduzione del lavoro, le paure per la situazione sanitaria, l’accumulo dei compiti di cura verso i propri figli una volta condivisi con la scuola o i nonni. Allo stesso modo anche i/le bambini/e hanno vissuto, e molti continuano ancora a vivere, con crescente stanchezza e agitazione la compressione della loro socialità imposta dalle regole del distanziamento fisico. In questa situazione i genitori si sentono fortemente sotto pressione e il rischio è di non riuscire a gestire al meglio il capriccio o le situazioni di tensione o di conflitto con i propri figli. Quando lo stress ha il sopravvento può capitare di perdere il controllo e di dire o fare cose di cui poi ci si pente. Quando un/a bambino/a fa qualcosa che non avrebbe dovuto fare a volte la risposta come genitori può essere quella di alzare la voce, rimproverare, dare punizioni a volte perfino sculacciare. Anche se non ci si vorrebbe comportare in questo modo non si sa bene cos’altro fare. Molto spesso ci si limita a reagire alle situazioni invece di operare scelte ragionate.

Essere genitori non è un compito facile, è piuttosto un viaggio e una sfida continua, non esistono genitori perfetti, ogni situazione e relazione è a sé. Se pensate che la situazione di tensione con vostro figlio/a vi stia sfuggendo di mano datevi del tempo solo per voi per riflettere o anche solo per respirare e calmarvi, chiedete aiuto al vostro compagno/a o cercate un confronto con uno specialista. Chiedere aiuto o un confronto non è un atto di debolezza ma di profonda consapevolezza.

Tutti i bambini si comportano male a volte e in una situazione di distanziamento e di rivoluzione della routine quotidiana come quella che ci troviamo a vivere possono essere ancora più reattivi del solito. Una risposta scocciata da parte di vostra figlia che di solito è sempre gentile, o il muso che vi tiene vostro figlio davanti al televisore possono essere considerati tutti piccoli avvertimenti che la situazione può degenerare ed esplodere in un conflitto tra fratelli o con voi genitori. Cogliere questi segnali richiede al genitore di essere molto consapevole nel notare cambiamenti d’umore nei propri figli e a porsi alcune iniziali domande (avrà fame, sonno, stanchezza, è successo qualcosa con qualche amico o conoscente?) e cercare attivamente di reindirizzare il tiro finché è in tempo. A volte è vero che i bambini non danno segno che faranno qualcosa che non avrebbero dovuto fare o che la situazione da lì a poco degenererà ma a volte invece i segnali ci sono e il genitore può coglierli. In questo modo si potrà facilmente distrarre i più piccoli iniziando a raccontare una storia o cantando una canzone insieme oppure arrivare nella stanza con un nuovo gioco cercando così di distrarre entrambi i fratelli che stavano per mettersi a litigare. A volte dobbiamo solo cercare di anticipare gli eventi e trovare piccole strategie che ne possano cambiare il corso.


Ogni bambino e ogni relazione genitore-figlio è a sé ma una cosa che si può dare per certa è che il primo passo per una disciplina efficace è basata sulla capacità del genitore di entrare in sintonia con le emozioni del bambino/a. Sintonizzarsi significa riconoscere le emozioni del bambino, con segnali non verbali come il contatto fisico, l’espressione facciale e un ascolto non giudicante (per quanto quello che i vostri figli fanno vi possa far irritare o dispiacere). Solo una volta che si è riusciti a sintonizzarsi emotivamente con il bambino/a (e una volta che si è calmato/a) si può provare a discutere su quanto accaduto. Entrare in sintonia non significa essere permissivi ma piuttosto il contrario. Creare un clima e una connessione empatica deve andare di pari passo alla creazione di regole e limiti precisi. I bambini hanno bisogno di regole, di un ambiente prevedibile, di sapere cosa devono aspettarsi da mamma e papà ma difficilmente comprenderanno le regole o coopereranno con voi genitori se sono agitati, scossi o arrabbiati.


Creare momenti divertenti è molto importante, possiamo cambiare una situazione potenzialmente tesa facendola diventare una situazione buffa e divertente. Ad esempio il semplice rispettare la regola del lavarsi le mani prima di sedersi a tavola può diventare un’impresa se ci limitiamo a dare ordini perché pensiamo che i nostri figli debbano semplicemente ascoltarci! Provare a fare delle bolle con l’incavo tra pollice e indice invece permetterà di ricrearvi un momento divertente e i vostri figli si laveranno le mani in pochi minuti. Il fattore divertimento è ancora più importante per chi ha più di un figlio. Le ricerche hanno mostrato che i fratelli che litigano ma che condividono momenti ed esperienze di divertimento insieme avranno, nel lungo termine, una relazione più forte. Quindi…divertitevi con i vostri figli.


Anche al miglior genitore succederà di litigare con il proprio bambino. Per quanto si cerchi di fare al meglio il lavoro di genitori ci saranno volte in cui reagiremo in maniera istintiva, immatura e, a volte, anche dura. Tutto questo è normale ma una cosa utile da ricordare è che possiamo sempre riparare. Dopo un momento di scontro, quando saremo tutti più calmi, chiedere scusa per aver alzato la voce e aver detto cose forse poco gentili è un’azioni importante. Permette ai bambini di apprendere un’abilità importante cioè quella di saper chiedere scusa, sentire e comunicare il proprio senso di colpa, è indispensabile per costruire relazioni significative.


Dr.ssa Ylenia Beretta

Psicologa Clinica specializzata in Disturbi dell’Apprendimento

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