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ALLATTAMENTO AL SENO E STRESS

L’allattamento al seno è un regalo prezioso che ogni mamma decide di donare al proprio bambino appena nato, sia per le proprietà nutritive importanti del latte materno sia per lo sviluppo del legame tra madre e bambino. Ma l’allattamento al seno non è sempre tutto rose e fiori! scopriamo insieme quali sono i fattori che possono promuoverlo.



L’allattamento al seno è un regalo prezioso che ogni mamma decide di donare al proprio bambino appena nato, sia per le proprietà nutritive importanti del latte materno sia per lo sviluppo del legame tra madre e bambino; dal punto di vista fisiologico, l’allattamento al seno è un concerto di neurormoni che coordinano la produzione, in termini di qualità e quantità di latte, e l’emissione.


L’ormone protagonista è l’ossitocina, l’ormone dell’amore; grazie a questo ormone avviene il rilascio di latte e la produzione di un latte ricco di grassi e proteine, detto latte posteriore, che viene prodotto a poppata avviata. L’ossitocina viene prodotta nell’ipotalamo che è collegato attraverso vie nervose al sistema limbico che governa le nostre emozioni; per questo motivo l’ossitocina può essere prodotta anche a seguito di stimoli visivi e uditivi attraverso un riflesso condizionato.

Alla luce di tutto ciò ci viene facile pensare a quanto sia naturale allattare il proprio bambino tenendolo tra le braccia, in uno stretto contatto pelle a pelle, guardandolo amorevolmente negli occhi, in un contesto di comfort, seduta su una comoda poltrona, sentendosi a proprio agio e supportata dal partner. Sembra facile no?


Diciamolo a gran voce: l’allattamento al seno non è sempre tutto rose e fiori!


Il puerperio è un periodo di forte stress per la mamma e tanti sono i fattori che possono inibire la produzione di ossitocina:

  • il dolore: una ferita da cesareo o una lacerazione da parto, capezzoli dolenti causati da un attacco al seno non corretto, o l'ingorgo del seno

  • una difficile esperienza di nascita: un evento inaspettato, poca comunicazione in sala parto, il non sapere cosa sta succedendo può causare stress, sensi di colpa e delusione

  • una mancanza di fiducia delle proprie competenze materne: preoccupazioni riguardo la capacità di allattare al seno a causa delle dimensioni del seno , della dieta, del programma di lavoro o di un altro motivo, riguardo la produzione di latte

  • avere problemi di allattamento al seno, come l’iniziale difficoltà a far attaccare il bambino e a dolori ai capezzoli, che possono essere frustranti e stressanti

A queste difficoltà che una madre si trova ad affrontare, va aggiunta la pressione di vivere secondo gli standard dei social media, quelli di una mamma perfetta che allatta, gestisce una casa, accoglie ospiti ad ogni ora e va anche a lavorare.


Come reagiscono a questi segnali di “non sicurezza” i nostri bambini?

Se la mamma non vive serenamente il momento della poppata anche il suo bambino ne risente: potrebbe non attaccarsi bene o non riuscire a gestire il flusso del latte al meglio; la lingua potrebbe non funzionare in modo ottimale, la digestione potrebbe esserne influenzata, e l’effetto generale potrebbe essere quello di avere un neonato così detto “esigente” o “difficile”. Il bambino potrebbe accumulare tensioni nei muscoli dediti alla suzione e questo potrebbe portare a sviluppare un attacco al seno non corretto che a sua volta comporterà lo sviluppo di ragadi e dolore per la mamma.


Come fare per ridurre lo stress e favorire l’allattamento al seno?

  • Impara ad ascoltare il tuo corpo: tendiamo ad accumulare molta tensione nelle nostre spalle, soprattutto durante l’allattamento, e questo le porta in alto e in avanti verso le nostre orecchie. Come stai seduta quando allatti? Riesci a sentire le scapole contro lo schienale della poltrona o del divano? Stai usando una o delle posizioni di allattamento che ti aiutano a rilassare la tua muscolatura, come la posizione semi-reclinata (biological nurturing o istinctual breastfeeding)?

  • Impara a respirare: puoi rallentare consapevolmente il ritmo della tua respirazione. Lunghi e lenti respiri sono la chiave per farlo; una tecnica è quella di inspirare contando fino a 4, ed espirare contando fino a 7. Facendo questo anche per un tempo molto breve (un paio di minuti) è possibile calmare il corpo in modo molto efficace.

  • Rivolgiti ad un’ostetrica, ricordati che non sei da sola! L’ostetrica è la figura di riferimento per le mamme e i loro bambini fino al primo anno di vita, è la figura professionale esperta in allattamento a cui rivolgersi durante la gravidanza per garantire un avvio ottimale dell’allattamento al seno, in puerperio per valutare insieme come sta andando l’allattamento e scegliere la strada migliore per quella mamma e quel bambino, per risolvere i problemi legati all’allattamento al seno, per ridurre gradualmente un’aggiunta di latte artificiale, per interrompere dolcemente l’allattamento e iniziare lo svezzamento in modo sicuro.

Dr.ssa Giulia Barbarotta

Ostetrica

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