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LA SCELTA DELLA SCUOLA SUPERIORE

Anche quest'anno è arrivato per gli studenti della scuola secondaria di primo grado, il momento dell'iscrizione ad un nuovo percorso scolastico. vediamo insieme come scegliere in modo consapevole.



Trovarsi di fronte ad una scelta così impegnativa, a 13 anni, può spaventare dal momento che essa porta con sé tutta una serie di riflessioni importanti legate al futuro e alla propria vita. Questa decisione, poi, si colloca in un momento molto delicato: quello adolescenziale, nel quale si sta formando la propria identità, ci sono numerosi cambiamenti fisici in atto per effetto della pubertà e si cominciano ad acquisire nuove capacità di pensiero.

L’individuo, infatti, inizia a ragionare in maniera astratta e a fare delle ipotesi, anche se questa capacità si consoliderà entro circa i 18 anni di vita. Per tale motivo, al momento della scelta scolastica, è ancora difficile per i ragazzi chiedersi: “Cosa farò da grande?” e proiettarsi in un futuro ben delineato e consolidato.


I vari obiettivi futuri, infatti, rappresentano tante “possibilità” che potrebbero realizzarsi, ma che ancora non hanno una forma concreta.

In questo senso, la paura di fare la scelta sbagliata, legata anche alla convinzione che, per forza, debba esistere una “scelta giusta” in assoluto, rappresentano dei motivi che mettono in crisi questo momento della vita e provocano disorientamento.

Questa fatica, poi, tende ad essere ampliata dalla grande offerta formativa attuale, con la presenza di tante scuole diverse tra loro, con orientamenti sempre nuovi tra i quali sembra sempre più difficile destreggiarsi.

In questa fase, quindi, il fatto di avere dei dubbi non solo è del tutto fisiologico, ma, anzi, può anche rappresentare una risorsa, in quanto il dubbio dà anche la possibilità di farsi delle domande e di esplorare le diverse possibilità, per trovare la strada più adatta a sé.

Per poter fare una scelta consapevole, infatti, è necessario prima di tutto conoscere se stessi, capire quello che piace, le proprie aspirazioni, interessi, passioni e capacità, sia in campo scolastico che extrascolastico e poi conoscere anche il mondo esterno e quello che offre, le opzioni presenti sul proprio territorio, e vedere se le due cose possono o non possono combaciare. Tutto questo, però va fatto sempre con la consapevolezza che la scelta della scuola non è irreversibile, e si può cambiare nel momento in cui ci si rende conto che il percorso non è quello giusto per sé.


Da tali considerazioni emerge l’importanza di dedicare del tempo alla scelta, senza lasciarsi guidare da pregiudizi o stereotipi e ancora di più dalle aspettative altrui. È importante, in questo senso, che i genitori non forzino la mano ai figli nel percorso di orientamento, ma siano di supporto nei loro confronti e li appoggino, aiutandoli a riflettere e a prendere una decisione consapevole. In questa fase di transizione, infatti, per i giovani, riveste un ruolo centrale il supporto ricevuto dalle figure di riferimento. La famiglia e la scuola, in effetti, ricoprono un ruolo centrale nei processi decisionali e costituiscono dei potenti strumenti d’orientamento per il ragazzo. Per gli adolescenti, i genitori ed i propri insegnanti forniscono dei pareri rilevanti che incidono sulle loro decisioni. I figli dialogano sempre più con i propri genitori sui loro problemi di carriera e li ritengono influenti durante le transizioni educative e professionali, che possono anche rappresentare dei momenti molto difficili da affrontare.

È importante ricordare, infatti, che scegliere il nuovo percorso scolastico comporta un importante cambiamento e ogni cambiamento, può portare con sé la paura di non riuscire, un senso di smarrimento, vissuti d'ansia così come la percezione di dover rinunciare e a volte abbandonare del tutto qualcosa.

Ma, nel momento in cui siamo di fronte ad una nuova sfida si mettono in moto anche aspetti vitali e creativi dentro di sé, come la curiosità, la voglia di apprendere e di mettersi in gioco, di vivere situazioni nuove e conoscere persone diverse.


È un momento in cui i giovani alimentano dentro di sé sogni e aspettative sviluppando quel sentimento di speranza verso il futuro necessario per superare le paure dell'incognito.

In questa fase della vita così complessa, lo psicologo può essere di aiuto al ragazzo o alla ragazza, in quanto Il suo obiettivo è far sì che nella scelta di un determinato tipo di scuola il soggetto riesca a coniugare le motivazioni pratiche ed economiche con le sue esigenze profonde, in modo che la domanda “Cosa vuoi fare da grande?” diventi un’occasione per ascoltare se stessi e sviluppare le proprie potenzialità.

Lo psicologo che si occupa di orientamento tiene conto di vari fattori come i processi cognitivi, comportamentali e affettivi che portano un individuo a optare per una scelta piuttosto che per l'altra, dei problemi che potrebbe incontrare durante il passaggio e dei risvolti psicologici, sociali, relazionali, situazionali che possono influenzare una decisione piuttosto che un’altra.

Ai fini dell'orientamento, lo psicologo dà vita ad una serie di colloqui con il soggetto il cui obiettivo principale è analizzarne le caratteristiche personali, metterne in luce le potenzialità e la motivazione, individuandone i punti di forza.








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